Hotel Domingo

25 marzo 2019

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Il mare. D’inverno.

 

Il mare d’inverno. Ti fa pensare.
Profondo, introspettivo.
Solo guardarlo. E pensare.

 

A quando d’estate era tutto infinito, ed ora così razionale.
Una routine programmata,
Di onda che viene e onda che va.

 

Sono chi voglio essere?

 

Un monologo interiore bagnato di salsedine. Interrotto da improvvise tempeste che mescolano tutto.

 

Oggi temporale. Lampi all’orizzonte che si schiantano in un oceano di sentimenti.

 

Ti amo d’estate.
Ti odio d’inverno.
Ti voglio sempre.

 

Più schiuma, più acqua.
Scogli più neri, sabbia più densa.

 

Il mare d’inverno è sincero. Solo. Libero, un mustang selvaggio.

 

Ti guarda maestoso mentre vivi distratto. Tra affari, obblighi e perplessità.
Uno sguardo cade sul pontile. Quella nostalgia del profumo estivo, di un incontro sbarazzino tra piedi scalzi e cielo stellato.

 

Mare non farmi pensare.
Ora non ho tempo.
Vado di fretta.

 

Ma lui, paziente, sfida la razionalità invernale.
Piatto e fermo ti aspetta in un giorno di febbraio.

 

Spècchiati e ritrova i sogni.

 

E silenziosa, quell’esplosione di pace arriva a cullarti, nel dolce sapere che un’onda va,

 

E un’onda viene.

 
 

#estateofmind #nontipossoguardarecosì

 

da accompagnare con:
Il mare d’inverno – Enrico Ruggeri

 

Viandante sul mare di nebbia – Caspar David Friedrich
Il postino – Michael Radford Massimo Troisi
Beyond the sea – Bobby Darin Silence On Joue Take 2 – Angele Dubeau & La Pietà
Oceano mare – Alessandro Baricco