Luigi Pasqualinotto

21 settembre 2018

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Poveglia. L’isola maledetta.

 

Dicono sia uno dei luoghi più infestati al mondo. Quell’isola abbandonata.
Famigerata o famosa, in base a ciò che si va cercando.

 

Battito cardiaco che aumenta, gola che si secca, gambe pesanti.

 

Adrenalina.

 

L’euforia di essere solo umani. Di essere finiti.
Aprire un paracadute e sperare.

 

E così, andare incontro alla paura.
Trasformare l’emozione utile in sentore di mistero e soddisfazione. Addentrarsi tra macerie e sinistri racconti.

 

Il thriller, il brivido.
Della suggestione di suoni così lontani, forse inesistenti.
Eppure presenti.
Lo scricchiolio, il fruscio, la porta che sbatte.
In uno stato in cui tutto prende vita.

 

Ancora vagano, in cerca di casa.
Gli ammalati di peste in quarantena marittima.

 

Le rovine dell’ospedale psichiatrico.
E chi di questo rimane ospite nei secoli.

 

E se passi di là, risvegliando il loro tormento, calpestando il loro riposo.
Disturbando, il loro agognato silenzio.

 

La sentirai vibrare la terra in cui non vive nessuno o in cui vivono in troppi.

 

E sarai lì, a Poveglia. Nell’isola dei fantasmi.


 
 
 

da accompagnare con:
The Others – Alejandro Amenábar – 2001

Sleepings with Ghosts – Placebo
L’urlo – Edvard Munch – 1983-1910

 
 
 
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#ghostbusters #altrochefilmhorror